FOTOGRAFARE IL CIBO CON LO SMARTPHONE

ISO, bilanciamento del bianco, app per scattare e di foto ritocco. Tutto il necessario analizzato punto per punto.

Tra le tante immagini realizzate ogni giorno e aventi come protagonista il cibo ben poche si possono definire belle fotografie. E ancor meno sono quelle in grado di innescare, nel fruitore, una tale emozione da far scattare la condivisione. Da questo la necessità di chiarire alcuni punti sul come riuscire a fare un buon lavoro quando cerchiamo di creare delle immagini di food – sia se ci troviamo seduti al ristorante, sia a casa della nonna per il classico pranzo domenicale – sfruttando a pieno la fotocamera del nostro smartphone.

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ABC, conoscere lo strumento.

E’ di primaria importanza chiarire quanto sia imprescindibile la conoscenza dello strumento a nostra disposizione. La maggior parte di noi – per scattare una fotografia – accede alla fotocamera e scatta. Così, senza pensarci più di tanto. Senza perdere un solo istante a regolare i parametri che ci vengono messi a disposizione dello smartphone. Io lo chiamo rincoglionimento da compatta.

Benché si tratti di un cellulare parliamo pur sempre di una macchina fotografica. La fotocamera non prova emozioni, non riesce a ragionare sul come fare una buona fotografia, ne tanto meno è in grado di darvi suggerimenti su come inquadrare una scena.

Cosa vuol farvi fare lo smartphone

In pochi ci ragionano per davvero, ma la fotocamera del cellulare è regolata in modo tale da permetterci di fotografare sempre e comunque, in qualsiasi circostanza. Di giorno, di notte, all’ombra e in controluce. Alla fotocamera non importa: lei scatta e basta. Qualcosa vi farà pur vedere. Vi permette di fotografare anche quando sarebbe il caso di tenere il cellulare in tasca.

È evidente come la fotocamera ci offra molte potenzialità, ma anche tanti limiti. Limiti che però, se compresi, ci possono permettere di ottenere il massimo dalle nostre fotografie.

Cosa vogliamo far fare allo smartphone

Ogni cellulare ha al suo interno un programma che permette di regolare la macchina fotografica, ma si tratta quasi sempre di un software limitato e adatto a chi non vuol pensare. Noi però, che pretendiamo di più, abbiamo bisogno di strumenti più performanti e adeguati alle nostre esigenze. Ed è per questo che faremo riferimento ad app che ci permettono di controllare la fotocamera dello smartphone come fosse una vera e propria macchina fotografica. Nessun segno “più” e “meno” – come Apple pretenderebbe – ma tutto ciò che trovereste in una vera macchina fotografica. Su iOS consiglio Manual, ma per Android Camera FV-5 potrebbe fare al caso vostro.

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Avete presente quando scattate una fotografia in una situazione di scarsa luce e l’effetto finale vi sembra un disastro? E’ tutta colpa degli ISO, un parametro che indica la sensibilità di una fotografia alla luce. Più bassi sono gli ISO e più luce ci vorrà, mentre – al contrario – più alti sono gli ISO e meno luce occorrerà.

Cosa succede quando cercate di scattare una fotografia avendo a disposizione poca luce? La fotocamera aumenta automaticamente gli ISO, ma in più aggiunge una fastidiosa grana, chiamata “rumore”. La fotografia viene riempita da pixel bianchi e il risultato è il disastro di cui sopra. Da ciò potete rendervi conto quanto, riuscire a regolare manualmente gli ISO, possa permettervi di mantenere una buona qualità. E’ importante tener conto che nel 2016 gli smartphone vi permettono di gestire bene solo fino a 300/400 ISO, oltre è pura agonia digitale.

Dominanti gialle. Cos’è il bilanciamento del bianco?

State fotografando un piatto all’interno di un ristorante. La luce è sufficiente, ma la fotografia è gialla. Il piatto è bianco, ma in fotografia risulta giallo. Perché?

Il sensore della fotocamera è in grado di rilevare il calore della luce, ma fino ad un certo punto. Abbiamo capito come trattandosi di una macchina la tendenza sia quella di sbagliare… per cui intervenire manualmente è consigliato. Il bilanciamento del bianco ci permetterà di regolare il calore della luce e mantenere i veri colori dei soggetti.

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Dimenticatevi il flash diretto e lo zoom

Mai utilizzare il flash diretto, a meno di non trovarsi all’esterno e di giorno. Perché? Prima di tutto perché utilizzare il flash diretto è quasi sempre terribile per via dell’ombra netta che crea dietro il soggetto, ma soprattutto il bianco del flash all’interno, dove magari la stanza è illuminata da luci gialle, non farà altro che creare un’orribile dominante bluastra nella fotografia.

Riguardo lo zoom il discorso è ancora più semplice. La fotocamera del cellulare per via della struttura interna non permette uno zoom e cioè il movimento delle lenti. Per questo l’unico zoom che otterrete è quello digitale. Lo zoom digitale deteriora la qualità dell’immagine perché consiste – banalmente – in un ingrandimento dell’immagine scattata senza zoom. Capite bene che a quel punto è molto meglio fare la fotografia ed eventualmente ritagliarla con calma.

Messa a fuoco, meglio esser sicuri

Per essere ancora più precisi nell’esecuzione dello scatto, potrebbe rivelarsi un’ulteriore arma a vostro favore la ghiera digitale di messa a fuoco. Ogni app che permetta il controllo della fotocamera ne ha una.

Utilizzare entrambe le mani per evitare l’effetto mosso

Tantissime fotografie vengono scattate con un fastidioso micromosso. Si tratta di un effetto causato dalla macchina fotografica quando si realizza uno scatto con una mano poco ferma, principalmente in situazioni di poca luce. Utilizzando due mani e ottenendo più stabilità si eviterà sicuramente il problema.

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Raccontare una storia con l’inquadratura del soggetto

L’inquadratura è tra gli aspetti più complessi della fotografia e non basterà un post per far chiarezza. Senza entrare in spiegazioni dettagliate – in quella che è la regola dei terzi o il gioco delle simmetrie – il consiglio è quello di lasciarsi guidare dalle linee e dalle geometrie, di non tagliare piatti o le forme dei soggetti. Ma anche di non limitarvi a pensare all’inquadratura come un qualcosa in cui solo in pochi riescono ad eccellere. State pur sempre fotografando un piatto con il cellulare… per cui cercate innanzitutto di raccontare qualcosa. Approfittate dell’arredamento del locale, di una forchetta o del bicchiere del vino. E poi naturalmente fate attenzione a ciò che avete nel piatto. Se state fotografando un piatto di pancakes cercate di dare risalto alla quantità fotografando lateralmente e dando profondità. Se al contrario avete una pizza sicuramente la fotografia dall’alto è più indicata.

La composizione è rispetto delle regole, ma non solo. Le variabili e le interpretazioni sono talmente tante che – di certo – l’unica vera alleata in tal senso è la creatività. Ricordate che il successo di una fotografia, proprio nell’ottica del racconto, può essere decretato anche dalla didascalia e da ciò che cercate di ispirare. Comunicare gli ingredienti e la loro provenienza vi aiuterà.

Avvicinarsi il più possibile

Avrete sicuramente notato che, per via della grandezza dello schermo, non sempre risulta facile cogliere i dettagli di un piatto. Per questo può rivelarsi determinante avvicinarsi il più possibile al soggetto, ma senza tagliare la pietanza.

Post produzione e ritocchi. Filtri? No, grazie!

L’utilizzo dei filtri nella fotografia del cibo è sconsigliato nella maggior parte dei casi. L’effetto “foodporn” non è solo un qualcosa legato all’estetica, quanto più all’emozione scaturita dall’aver osservato un determinato piatto. È un impulso che parte dagli occhi e, passando dal cervello, arriva al palato… ma solo se stiamo riconoscendo ciò che è nella fotografia. Una vellutata di zucca è buona allo stesso modo se fotografata con un arancione saturo o se in bianco nero e con un filtro che altera il contrasto? Probabilmente non riusciremmo neanche a distinguere di che si tratta.

Cosa fare allora? Meglio concentrarsi sulla vividezza dei colori, il contrasto e la nitidezza grazie a programmi come VSCO o Lightroom.

Lasciarsi ispirare dalle fotografie altrui

Per concludere il consiglio per fotografare il cibo con lo smartphone non è tanto quello di scattare e scattare, sperando che la fotocamera faccia lo scatto giusto, ma dedicare molto tempo all’osservazione. Studiare altri fotografi, capire come han fatto a scattare quelle fotografie e – perché no – cercare di emularli. L’esperienza vi insegnerà a capire e immaginare nuove possibilità, permettendovi di trasformare la conoscenza in originalità. A quel punto sarete sufficientemente bravi da capire già quando, da un piatto, riuscirete a tirar fuori una fotografia vincente.

Questo e tanto altro sarà discusso grazie a Yelp all’evento Smart Food Photography il 9 dicembre 2015 a Roma.

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