IL TUO EVENTO È IL MIO EVENTO

Può sembrare semplice, ma non lo è. Bisogna saper raccontare!

Negli ultimi tempi, e sempre più spesso, mi capita di imbattermi in clienti impauriti e in preda all’ansia da prestazione riguardo la scelta del fotografo per il loro evento. Indagando ho intuito una diffidenza di fondo scaturita da brutte esperienze pregresse. Fotografie piccole o sgranate, mosse o sfocate. Colori sballati e consegne in ritardo.

Il 90% delle volte questo capita quando si è deciso di intraprendere la strada del risparmio smodato, rivolgendosi a un amatore o ad un appassionato. Pessima scelta, dico io.

Fotografare un evento può sembrare semplice, ma non lo è. Bisogna saper raccontare. Ci vuole visione d’insieme. E’ essenziale sapersi muovere tra le persone, senza farsi notare e con discrezione, ma senza indugi. Infine, ma non meno importante, ci vuole tecnica e capacità fotografica. Ci si trova spesso a lavorare in condizioni di luce difficili e per questo è importante fare attenzione al portfolio del vostro fotografo. Non è una cosa così scontata, dunque è fondamentale puntualizzarlo: guardate il portfolio del fotografo prima di sceglierlo. Solo in questo modo potrete capire se saprà dare la giusta importanza al vostro evento, se saprà interpretarlo al meglio.

Personalmente impegno tutte le mie forze per far capire al cliente che non dovrà preoccuparsi di nulla. Scegliere un vero fotografo professionista significa potere contare su una persona che saprà già cosa fare e come muoversi. E questo vale sia nella fase di scatto che in quella di consegna del lavoro: al massimo entro 48 ore. In questo modo potrete approfittare della freschezza dell’evento e condividerlo, mirando a veicolare il tutto anche grazie ai social network. Cari clienti, il vostro evento è il mio evento.

You may also like

  • Danilo Catalano

    Ciao Giulio, colgo l’occasione per porti un quesito correlato a questo tuo interessantissimo post. Ciò che dici a proposito dei clienti che troppo spesso puntano sul risparmio e si rivolgono a “fotografi” solo di nome e non di fatto è sacrosanto. Io stesso, la prima cosa che dico ai miei “clienti” è questo: “che tipo di prodotto vi serve? cercate qualcosa di notevolmente migliore dalle vostre fotografie mosse e sfocate fatte con la compattina ma non avete le disponibilità economiche o la voglia di investire in un fotografo professionista? va bene vi aiuto. Altrimenti siete fuori strada, non mi definisco un professionista e quindi non aspettatevi miracoli da me”. Ma di contro, tu che consigli daresti anche in base alla tua esperienza, a questi fotografi che come me, sono nella fase della gavetta, desiderosi di imparare ma che non possono ancora definirsi dei professionisti per poter campare solo di fotografia?

    • Caro Danilo, eh… che consiglio posso darti. Anch’io ho passato la fase del “non sei nessuno, non puoi garantirmi nulla”, dunque capisco bene ciò che intendi. Purtroppo al primo giro bisogna accontentarsi di un compromesso. Talvolta anche gratuitamente. Ci può anche stare, purché si tratti (come detto) di una o al massimo due volte.
      Se dopo la seconda non si è stati in grado di creare un mini-portfolio “rivendibile” per cercare altri clienti significa probabilmente che non si è fatto abbastanza. In quel caso però sconsiglierei di svendersi rovinando il mercato. Meglio piuttosto cercare di produrre qualcosa ai tantissimi eventi pubblici.