L’industria fotografica in crisi segna un -36%. L’inizio della fine?

Ogni giorno circa 350 milioni di fotografie vengono pubblicate su Facebook e 45 milioni su Instagram. In pochissimi anni le nostre esigenze sono cambiate e mai avremmo pensato sarebbe potuto accadere così. Ci ritroviamo a fotografare il nostro pranzo, gli stivali che stiamo per comprare o quel delizioso gatto che ci guarda dalla finestra di fronte.
Negli ultimi 10 anni il mondo tecnologico si è mosso, cavalcando il cambiamento e portando all’evoluzione di dispositivi come cellulari e tablet, televisori, console per videogames, automobili e tanto altro ancora.

In un contesto tecnologico del genere uno dei pochi settori ad essere rimasti indietro, almeno di 5 anni, è proprio la fotografia. Se ne parla nel post di Andrew Reid su EOSHD.com.
Era solo il 2003 quando esordiva la prima DSRL entry-level da 6.3 megapixels al costo di 1000 euro circa, la Canon 300D. In questi dieci anni le migliorie fotografiche di Nikon, Canon & co. hanno mostrato una pessima attitudine all’evoluzione tecnologica.

L’attenzione dell’industria fotografica si è concentrata sostanzialmente su:

  • L’aumento dei megapixels;
  • La diminuzione del rumore e l’aumento degli ISO;
  • L’introduzione dei video HD;
  • La creazione delle lenti stabilizzate;

Si tratta sicuramente di miglioramenti interessanti, ma nulla in confronto al vero fenomeno che sta travolgendo gli altri settori. Nei fatti al mese di ottobre questo immobilismo ha segnato, per la prima volta dopo dieci anni, un calo del 36% nelle vendite delle macchine fotografiche digitali (Canon -23%, Nikon -18%, Sony e Fuji -35%), in rialzo dal -43% nell’agosto 2013.

Se non si correrà presto ai ripari un “unhappy ending” in stile Blackberry potrebbe essere probabile. Purtroppo, considerando le ultime uscite, la soluzione non sembra vicina. Ogni 6 mesi una nuova reflex viene immessa nel mercato, ma senza particolari innovazioni. Si è arrivati al punto di replicare le macchine fotografiche analogiche, ma in salsa digitale. Un sosia del sosia in pratica. Ultima tra queste la Nikon, seguendo Fuji e Olympus, ieri ha lanciato la Df, conferma ulteriore della mancanza di nuove idee.

Ad oggi non esiste una sola reflex che offra la possibilità di caricare sul Cloud le proprie fotografie, o video, tramite una SIM dati o una WLAN. Proprio come 5 anni fa si continua a suon di megapixels, nonostante il pubblico abbia ampiamente dimostrato di fregarsene della qualità. “I consumatori sono molto più interessati ai contenuti e a ciò che si fa con l’immagine dopo averla scattata” afferma giustamente Reid sul suo post. E in effetti, volendo guardare anche al di là del semplice appassionato, anche noi fotografi professionisti saremmo ben felici di potere adottare alcune comode innovazioni, senza ricorrere a dispositivi esterni (vedi il CarRanger premiato ai TIPA Awards 2013).

Ci rimane solo da sperare che i grandi dell’industria fotografica aprano gli occhi e si decidano a investire nella tecnologia, proprio come ci aspettiamo, prima che grandi colossi come Apple o Samsung inizino a muovere le loro pedine.

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