Storia di una fotografia: Enzo

Alle 7 di mattina lo trovavo già sveglio: boxer blu a quadretti, canottiera bianca e asciugamano al braccio. Durante la giornata ci incontravamo spesso, ma niente cerimonie. Mi osservava silente, forse stanco. La sera poi passava le ore in cucina, in compagnia d’altri, a parlare del più e del meno.

Un pomeriggio mi disse d’esser vedovo, lontano dal figlio e della sua casa in ristrutturazione, inagibile. Provai a credergli, ma dopo un anno era ancora lì, a condividere la stanza insieme a me, per quattrocentocinquanta euro l’uno al mese.

Scattai ingenuamente questa foto, persa poi tra i meandri del mio archivio, un pomeriggio di primavera del 2007, a 22 anni. Quello passato a Milano è stato un periodo intenso, il cui ricordo vivo mi porta a momenti di nostalgica malinconia.

You may also like