LA FOTOGRAFIA POLARE NEL SECOLO SCORSO

Sin da piccolo sono sempre stato molto affascinato dai racconti delle imprese di grandi uomini. Quelle storie fantastiche e affascinanti, in cui si ammira il coraggio, l’impegno e la concentrazione degli individui. La forza mentale e fisica che li portava al compimento di avventure straordinarie e per questo mai riuscite prima. Personaggi il cui intento consisteva d’entrare nella storia, o semplicemente fare quello che più li appagava. E che si trattasse di scalare una montagna, attraversare un oceano o imparare a volare, l’intento di raffigurare quell’impresa è sempre stato fondamentale.

La lunga relazione tra la fotografia e l’inesplorato mondo dei ghiacci ha inizio un paio di secoli fa, precisamente nel 1845. In quel periodo storico l’entusiasmo verso la ritrattistica fotografica è ai suoi massimi livelli. I viali di Londra pullulano di studi fotografici e i margini di guadagno sono molto alti. Una nuova cultura basata sulle immagini non fu annunciata solo dal dagherrotipo, ma da tutta una serie di tecnologie e da un pubblico affamato di immagini spettacolari del mondo e dei suoi popoli.

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