STORIE DI FOTOGRAFI TRA CAMERA E SENATO

Camera dei Deputati: spesi 126 mila euro in foto solo nel primo semestre 2015“. Così tuona l’articolo – scritto da Roberto Grazioli de Il Fatto Quotidiano il 24 luglio 2015 – che denuncia il pagamento di circa 120 mila euro per 6 mesi ai (due) fotografi ufficiali della Camera dei Deputati. Al di là dei classici toni scandalistici cui ci ha abituato nel tempo il quotidiano diretto da Marco Travaglio cercherò – in questo post – di indurvi in riflessione riguardo l’effettiva problematica relativa al costo di questi servizi fotografici. Può davvero un professionista – “per fare du’ foto” – costare così tanto?

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THE FORK PUNTA SULLA FOTOGRAFIA PROFESSIONALE

Comunicare su Internet – farlo nel modo migliore – comporta necessariamente un importante investimento nella fotografia. Proprio un paio di settimane parlavo di quanto fosse diventato importante – sulle schede di Google My Business – l’aspetto fotografico e di come Google stia cercando di far capire ai propri utenti l’impatto che le immagini hanno sui potenziali clienti. Ciò di cui parlerò in questo post – vedrete – tenderà a ribadire quanto detto, seppur in chiave esclusivamente rivolta al settore della ristorazione, con TheFork.

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Fatti trovare su Google Maps

GOOGLE MY BUSINESS SCOMMETTE SULLA FOTOGRAFIA

Google My Business scommette sulla fotografia. A Mountain View sembrano aver finalmente capito che “una fotografia vale più di mille parole“. Da un anno a questa parte ci eravamo già resi conto di un cambiamento in corso. Mi riferisco all’introduzione in Google My Business della possibilità di richiedere direttamente un servizio fotografico professionale ai fotografi certificati – tramite il servizio Street View – che, per chi non lo sapesse, permette la realizzazione di un virtual tour con tecnologia virtualtour all’interno della propria azienda. Segno inequivocabile che Google avesse già intenzione – già nel 2012 – di far capire una volta per tutte quanto fosse importante proporsi nel modo giusto ai propri clienti, cioè mostrando la propria attività tramite le immagini.

Ma i programmi “fotografici” di Google per le aziende non si fermano qui e – proprio recentemente – si è deciso di dare un’ulteriore accelerata introducendo un nuovo sistema di gestione delle fotografie all’interno di Local+, le fan page di Google. L’intenzione – evidentemente – è proprio quella di far capire quanto sia rilevante l’inserimento delle fotografie nei propri profili.

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Fotografo per il matrimonio: come scegliere

FOTOGRAFO PER IL MATRIMONIO: COME SCEGLIERE?

Scegliere il fotografo adatto al matrimonio è sempre causa di ansia per la coppia di fortunati sposi. Tante le variabili a determinarne la valutazione, ma ancor più numerosi i vincoli dettati spesso dalle tariffe dei rispettivi professionisti.

Eppure – per quanto la ragione possa portare a pensare che un prezzo più alto possa voler significare una banale esagerazione – spesso l’indice di valutazione economico tende a sottolineare esattamente la caratura del fotografo professionista che andrete ad assoldare per la vostra cerimonia. E questo perché lui stesso –  per poter lavorare – ha scelto per se un prezzo consono a quello che offre considerando quelle che sono le leggi del mercato nel suo settore. Queste sono determinate non solo dal livello di attrezzatura in dotazione, ma soprattutto dall’esperienza e dalla percentuale di riuscita del servizio fotografico. In poche parole un prezzo medio alto è spesso sinonimo di garanzia di riuscita del servizio fotografico stesso.

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Duet Display App

IPAD COME SECONDO SCHERMO SU MAC: DUET

Chiunque frequenti un montatore video o un fotografo sufficientemente esperto in post produzione sa quanto imprescindibile sia la presenza di un secondo schermo per la realizzazione di certi progetti. Poter avere a che fare con un desktop il doppio più grande non solo consente una maggiore libertà nello spazio, ma soprattutto di poter dislocare meglio le finestre, garantendo dunque una maggiore produttività.

Rahul Dewan lo sapeva bene e – di certo – nei suoi 3 anni passati a Cupertino, lavorando su iPad ed iMac, deve averlo sfiorato più volte l’idea di creare una simile possibilità tra i devices. Ma si sa: ‘Mamma Apple’ non sempre è accondiscendente alle idee “aperte”, così è solo una volta fuori dalla mela che Rahul è riuscito a mettere in pratica la sua idea: Duet.

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