CONSIGLI AD UN FOTOGRAFO PRINCIPIANTE

4 consigli su come migliorare il proprio modo di fare fotografia e migliorare nel lavoro

Il magico mondo di Internet è fonte inesauribile di consigli a principianti della fotografia, tutorial e guide. Noi da bravi autodidatti ne siamo sempre andati matti. Sin dai tempi della carta stampata, grazie ai meravigliosi manuali di fotografia, fino ai più moderni corsi su YouTube, la rete è diventata una fonte preziosissima per gli approfondimenti più specifici e su consigli su come diventare dei bravi fotografi.

 Non tutto è oro quel che luccica. La maggior parte delle guide reperibili in rete, soprattutto quelle in italiano, risentono di un certo ristagno di contenuti non di poco conto. Avrete sicuramente fatto caso che la maggior parte dei tutorial affrontano sempre le stesse tematiche e soprattutto sono trattate da chi di fotografia non ci vive neanche per sogno, vero? Si parla di filtri ed effetti su Photoshop, ci sono tante recensioni sugli obbiettivi, qualcosa sulla composizione, diaframmi… ma sono queste le “dritte” che fanno fare un salto di qualità al fotografo principiante?

I miei consigli ad un fotografo principiante

Trascorso un decennio come fotografo professionista a Roma si finisce inevitabilmente per maturare un’esperienza che va al di là dei consigli per fotografi reperibili gratuitamente online. Si inizia a capire davvero cos’è che fa la differenza nel proprio lavoro. E non parlo tanto di come ci si propone, ma di come è meglio affrontare mentalmente ogni servizio fotografico.

Per questo ho deciso di mettere nero su bianco alcuni dei consigli che mi sento di dare ad un fotografo principiante alle prime armi, magari affacciatosi da poco nel mondo del lavoro e che vorrebbe migliorare il proprio modo di fare fotografia.

Consiglio 1: iniziare a fotografare dai dettagli

Se devi fotografare un interno per uno studio di architetti, un albergo, un ristorante o un qualsiasi altro tipo di ambiente, sarai spontaneamente portato ad iniziare a fotografare utilizzando il grandangolo. Non farlo!

Avrai sicuramente fatto caso che una volta arrivato a destinazione la prima cosa cui inizi a far caso è l’ambiente circostante. Cominci con l’immaginare le inquadrature da fare, le posizioni da assumere per scattare, etc. Fino a quando il tuo sguardo si posa anche sui dettagli, e cioè ciò che ci colpisce maggiormente di un ambiente, grazie alla caratterizzazione che questi danno agli interni stessi. Può essere una parete decorata, un mobile personalizzato, una mice en place.

I dettagli sono la cosa che più ci colpiscono di un ambiente, ma più il tempo trascorrerà in compagnia di tali dettagli, più il tuo sguardo si abituerà alla loro presenza. Così facendo l’emozione che hai provato all’inizio nell’osservarli sarà sempre meno travolgente, e così facendo verrà meno lo stimolo naturale “da fotografo” di ritrarli. In poche parole il tuo cervello inizierà a non vederli più, poiché diventati parte integrante dell’ambiente.

Per questo il mio primo consiglio da fotografo è quello di iniziare col fotografare i dettagli e solo dopo fotografare l’ambiente. 

Consiglio n. 2: fotografa il cibo solo quando hai fame

Nella fotografia food è importantissimo lasciarsi catturare da ciò che si guarda, e quando si parla di fotografare il cibo non c’è metodo migliore dell’apprestarsi ad un servizio fotografico con lo stomaco vuoto.

I più temerari penseranno “tanto io ho sempre fame”, ma ti assicuro che c’è una sottile differenza tra fotografare il cibo a pancia quasi piena e fotografarlo a pancia completamente vuota. La sensazione di appetito aumenterà la tua sensibilità, permettendoti di rendere al meglio ciò che stai cercando di ritrarre con il tuo obiettivo fotografico. Semplicemente perché mentre stai scattando stai anche desiderando ciò che hai davanti. E ti impegnerai al massimo per fotografarlo in modo da accrescere ulteriormente la tua fame. Sarà come mangiarlo! Ed è proprio così che riuscirai a realizzare una fotografia che fa venire fame per davvero. Riuscendo nell’intento di portare nuovi clienti al ristorante che ti ha commissionato il lavoro.

Consiglio n. 3: non limitarti nell’uso di Photoshop

Gli ultimi 30 anni sono stati protagonisti di un’autentica rivoluzione nel modo di fare fotografia. Benché molti definiscano negative certe evoluzioni tecnologiche, c’è da dire che la qualità e la resa fotografica di questi anni è notevolmente aumentata.

 Vi è mai capitato di sfogliare una rivista di cucina degli anni ’70? Moltissime immagini erano contraddistinte da una terribile dominante gialla, in parte sicuramente di moda, ma frutto anche di una mancanza di controllo rispetto al risultato finale ottenibile con gli strumenti dell’epoca.

Cos’ha contribuito sensibilmente a portare la fotografia ad un nuovo livello? Photoshop naturalmente. E bene, più tempo ci metterai a capire che Photoshop è l’unico strumento che, oggi giorno, possa aiutarti a tirare fuori il massimo dalle tue fotografie, e meno tempo impiegherai per raggiungere il successo che tanto speri.

Photoshop non può fare miracoli, ma ci si avvicina moltissimo. Magari non sarai un bravo fotografo, ma potrai diventarlo aumentando la conoscenza dei sistemi di foto-ritocco.

 Lo sapevi che la maggior parte delle campagne pubblicitarie che vedi affisse sulle pareti dei palazzi o sui giornali sono frutto di composizioni di immagini saggiamente ritoccate o di elaborazioni digitali in 3D?

Se dovessi raccontarti di un anno importante per mia carriera ti parlerei di quello in cui sono stato al Creative Pro Show e ho capito che mi facevo troppe paranoie riguardo al “non ritoccare troppo le mie fotografie”. Quindi il mio consiglio è di imparare a usare Photoshop e farlo per bene, utilizzando non solo i tutorial online, ma di partecipare a qualche workshop tenuto magari da un professionista che segui abitualmente.

Consiglio n. 4: l’attrezzatura non fa il fotografo

Di questi tempi ogni fotografo che si appresti al mestiere lo fa convinto che l’attrezzatura sia la prima cosa. Non c’è dubbio, avere una full frame o poter disporre di un buon grandangolo è indispensabile per iniziare a fotografare in interni ad un certo livello. Ma è davvero necessario iniziare acquistando l’ultimo modello Nikon o il miglior grandangolo, magari F/2.8, quando in interni si scatta solo a partire da F/9?

Il mio consiglio è quello di acquistare attrezzatura di qualità solo quando si sono iniziati a vedere i primi guadagni. Solo allora! Farlo prima significa solo trovare una scusa per farsi un regalino. Un bravo fotografo lo si distingue dal come utilizza ciò che ha in suo possesso, e per esperienza posso dire che non è una full frame da 45 megapixel che fa il professionista. Considerando l’utilizzo che si fa della maggior parte delle immagini, oggi è sufficiente accontentarsi di molto meno, soprattutto agli inizi. Stessa cosa per quanto riguarda le lenti fotografiche.

 I clienti che potrai avere all’inizio non riusciranno neppure a distinguere se stai usando un 14mm giapponese o se ne stai usando uno cinese. Ciò che è certo è che risparmiando almeno 1200 euro tu potrai aver acquistato anche altre due lenti, magari un flash.

Tanti anni fa avrei pagato per sentirmi dare dei consigli di questo tipo da un fotografo professionista… tu che puoi, approfittane! E se hai dei dubbi commenta il post e ne parleremo insieme.

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